Tuesday, September 12, 2006
Il respiro del drago - parte 1
Cosa abbiamo fatto nella nostra vita?
Abbiamo ascoltato la pioggia che cade.
Ci siamo fatti portare via dal vento.
Abbiamo messo un passo davanti all'altro, infinite volte senza chiederci cosa dovevamo fare della nostra vita.
Poi, un giorno, quando ce lo siamo chiesti, qualcosa ha deciso che il nostro turno era finito.
Le discussioni sull'amore sono inutili, come sono inutili quelle sull'amicizia.
Florilegi di banalita', queste cose o le vivi o ci parli a cazzo, cosi' come le disquisizioni sul bene e sul male.
Finche' non prendi le sfide sulla tua pelle, sono chiacchere da patronato, o da centro sociale.

E allora perche' raccontare di un amore impossibile come il piu'delirante dei sogni?Semplicemente perche' hai vissuto, ci sei passato in mezzo, ti sei fatto male.
Ti sei rialzato, hai acceso una sigaretta, bofonchiando tra i denti "porca puttana, sono ancora vivo".

Ci fu un maleducato, selvatico acquazzone d'agosto e subito dopo, odoroso di terra, un volo di nebbia sui campi.
Finalmente non ci fu nulla da capire: fumavo piano la sigaretta dell'alba, il respiro del drago che ti spezza i polmoni e ti brucia i pensieri.
Colsi un sorriso nei tuoi occhi da eroe e ti odiavo per questa tua bellezza insolita, che mi stordiva per la sua irragionevolezza: la mia era quasi una resa incondizionata alla realta', che pure si ribellava al peso di ogni realta'.
Cos'era quindi che mi tormentava, se tutto era chiaro, logico, razionale: in fondo sarebbe bastato alzarsi da quel tappeto d'erba bagnata e tornarsene a casa fingendo di dimenticare ogni cosa.
Certo nessuno dei due si sarebbe spostato di un briciolo dalle proprie affermazioni di principio, ed eravamo allenati a non invadere il territorio altrui.
Eravamo due personcine a modo, intelligenti, sensibili, rispettose del prossimo, gelose delle proprie prerogative di liberta' di pensiero e di comportamento.
Semplicemente mi accarezzasti un braccio, un piccolissimo gesto quasi inconsapevole, che ebbe la forza del temporale appena passato.
Ricordo ora i tuoi occhi da eroe che si chiudevano mentre ti baciavo con lo stesso gusto inconsapevole della tua carezza.
Fu il bacio meno cercato, meno voluto di tutta la mia vita.
Per questo, credo, fu il piu' bello.
Intorno, anche la nebbia si adagio' piano sulle cose e spari' nella terra, tra le radici degli alberi e lontano verso il nuovo giorno che stava arrivando.
 
posted by Dreadbull at 8:11 PM | Permalink |


1 Comments: